Oggi scendiamo in strada, letteralmente, in occasione del nostro nuovo appuntamento con VOICES, la rubrica che vi fa conoscere le persone che ogni giorni contribuiscono alla crescita della nostra realtà imprenditoriale. Perché vi vogliamo presentare Martin Alexi, uno degli autisti che lavorano con noi da lungo tempo ma, soprattutto, tra i pochi che hanno seguito in prima persona la nascita e la crescita del polo di Peschiera Borromeo, dato che Martin ha lasciato la vita romana, per tuffarsi completamente nella nuova avventura milanese.
Martin, rompiamo il ghiaccio: chi sei quando non indossi la veste professionale? Raccontaci delle tue passioni, della tua famiglia e di come queste si intrecciano con il tuo ruolo quotidiano in CTV 2000.
Fuori dal mezzo e lontano dal lavoro, sono una persona molto legata ai valori concreti e alla cura dei dettagli. Mi reputo un curioso di natura: ho un’inclinazione naturale per la precisione e il lavoro fatto a regola d’arte, ma amo anche dedicare tempo al benessere personale, all’allenamento e alla cura del mio aspetto fisico, oltre a coltivare la mia passione per la tecnologia e per gli oggetti raffinati e ben costruiti.
Nel tempo libero mi piace staccare la spina con della buona musica, ma soprattutto amo viaggiare ed esplorare posti nuovi, scoprire bellezze locali e lasciarmi conquistare dalla buona cucina.
La mia famiglia e gli affetti di casa sono la mia ancora quotidiana: mi mantengono solido, mi danno serenità e mi ricordano ogni giorno l’importanza del lavoro ben fatto.

Facciamo un salto nel passato: cosa ricordi del tuo primo impatto con i colleghi e come sei cambiato, sia come persona che come professionista, dal giorno dell’assunzione a oggi?
Tornare indietro nel tempo al mio primo giorno, nel 2007, mi fa sorridere e mi riempie di orgoglio. Era la mia prima vera esperienza in questo settore ed ero praticamente agli inizi: non avevo l’esperienza di oggi e c’era davvero tutto da imparare. Ho cominciato dal basso, al volante di una motrice piccola, affrontando ogni giorno come un’opportunità per imparare e migliorarmi.
Nel corso degli anni sono cambiato tantissimo, sia come professionista che come persona. Ho acquisito competenze importanti, ho fatto un notevole salto di qualità arrivando a guidare i bilici frigo, mezzi che richiedono massima precisione, responsabilità e attenzione costante al carico, e ho sviluppato una sicurezza che all’inizio non avevo.
Ma ciò che rende speciale questo percorso in CTV 2000 è il rapporto con i titolari. Ci conosciamo ormai da tantissimi anni e, con il tempo, il nostro legame è andato ben oltre il semplice rapporto dipendente-azienda: c’è una vera stima reciproca e un’amicizia sincera. Conosco le loro famiglie e, quando ci capita di vederci al di fuori del lavoro, è bello potersi confrontare e condividere momenti di vita vissuta e passioni comuni.
Guardando indietro a quel 2007, vedo un ragazzo che voleva imparare e che oggi, grazie al tempo, alla costanza e al supporto delle persone giuste, è diventato un professionista maturo e un punto di riferimento.

Sei passato dalla sede di Roma a quella di Milano dove risiedi da circa 10 anni. Come è stato il passaggio e quali sono le differenze sostanziali di lavorare nel nord Italia? Così noti che Roma dovrebbe imparare da Milano e cosa Milano da Roma?
La scelta di trasferirmi a Milano circa dieci anni fa è nata dal desiderio di crescere professionalmente. È stato un passaggio importante e, non lo nascondo, all’inizio molto duro: ero l’unico bilico operativo e la squadra era composta da appena tre operai. Ho visto nascere la sede di Milano praticamente da zero. Con tanta costanza, impegno e sacrificio siamo riusciti a farla crescere fino ad arrivare a più di 30 mezzi su strada. Vedere oggi questa realtà e sapere di aver contribuito attivamente a costruirla è per me motivo di grande orgoglio.
Dal punto di vista personale e del lavoro, le differenze si sono sentite subito. Il clima milanese è decisamente diverso da quello romano e, soprattutto nei primi tempi, la nostalgia si faceva sentire: mi mancavano il mare, la mia città e i vecchi amici di Roma, con alcuni dei quali avevo condiviso anche anni di lavoro. Ma con il tempo mi sono ambientato al meglio, trovando la mia dimensione e l’atmosfera giusta per lavorare bene e guardare avanti.
Cosa potrebbero imparare l’una dall’altra? Da Milano, Roma potrebbe prendere l’organizzazione pragmatica, la puntualità e quella spinta costante all’efficienza che ti porta a strutturarti e crescere rapidamente. Da Roma, invece, Milano potrebbe imparare un pizzico di calore in più nelle relazioni quotidiane, quel modo di vivere il lavoro con un approccio umano e solare che aiuta ad alleggerire anche le giornate più impegnative.
Se dovessi descrivere la cultura di CTV 2000 con tre parole chiave, quali sceglieresti? C’è stato un momento specifico in cui hai sentito che i tuoi valori personali e quelli aziendali erano perfettamente allineati, magari durante una sfida difficile?
Se dovessi scegliere tre parole chiave per descrivere la cultura di CTV 2000, direi: Responsabilità, Unione e Spirito di Sfida.
Il momento in cui ho sentito un allineamento perfetto tra i miei valori e quelli dell’azienda si è ripetuto in diverse sfide importanti. Una delle più significative è stata senza dubbio durante l’emergenza Covid: in quei mesi difficili non ci siamo mai fermati, lavorando a ritmo continuo per lo stoccaggio in magazzino e il trasporto di mascherine e dispositivi di protezione. Sulla strada si respirava un’atmosfera irreale, ma sapere di dare un contributo concreto al Paese in un momento di crisi mi ha reso enormemente orgoglioso della nostra azienda e del ruolo che stavamo svolgendo.
Questo stesso senso di responsabilità lo viviamo ogni giorno nei trasporti a temperatura controllata per il settore farmaceutico, come la spedizione di medicinali salvavita e insulina, dove la cura della catena del freddo è fondamentale.
Infine, da grande appassionato di sport, un’altra bellissima sfida è stata gestire i trasporti logistici per i Giochi Olimpici Invernali di quest’anno a Milano. Garantire che tutto arrivasse nei tempi perfetti è stata una soddisfazione enorme. È in momenti come questi che capisci di far parte di una squadra solida, capace di fare la differenza quando il gioco si fa duro.
Di cosa vai più fiero? Raccontaci il progetto che ti ha dato più soddisfazione e quali nuove competenze senti di aver affinato grazie alle responsabilità che ti sono state affidate.
Ciò di cui vado più fiero è il percorso umano e professionale che ho fatto in questi anni. Guardare indietro a quando sono partito da zero nel 2007 e vedere dove sono arrivato oggi, dalla sicurezza al volante fino alla stima conquistata sul campo, è la mia soddisfazione più grande.
Se devo pensare al progetto che mi ha dato più orgoglio in assoluto, è stato far nascere e sviluppare la sede di Milano. Quando mi sono trasferito qui dieci anni fa eravamo un piccolo nucleo con tre operai e un solo bilico. Mettermi in gioco in una città nuova, affrontare le difficoltà iniziali e vedere quella struttura crescere giorno dopo giorno, fino a diventare una realtà con oltre 30 mezzi su strada, è stato qualcosa di unico. Sentire che una parte di quel successo porta anche la mia firma è un motivo di gioia indescrivibile.
In questo percorso, le responsabilità che mi sono state affidate mi hanno cambiato profondamente. Ho affinato competenze tecniche importanti nella gestione dei bilici e dei trasporti delicati a temperatura controllata, ma soprattutto ho sviluppato una grande capacità di problem solving, flessibilità e una gestione dello stress che all’inizio non avevo. Ho imparato che la puntualità e la cura del mezzo non sono semplici mansioni, ma una forma di rispetto verso il cliente, verso la mia azienda e verso me stesso.

C’è un collega o un superiore che è stato per te fonte di ispirazione? E come immagini l’evoluzione del tuo percorso qui: ti senti supportato nel mirare ai tuoi prossimi obiettivi?
Assolutamente sì. Se penso a una figura che è stata fondamentale per me, devo citare Vincenzo Caputo, uno dei miei responsabili (nella foto qui in alto insieme a Sonia Muzi dell’amministrazione) . È stato un vero punto di riferimento per la mia crescita, gestendo i miei giri e le programmazioni quotidiane con un’attenzione che mi ha insegnato cosa significa lavorare da vero professionista. Insieme a lui, un ruolo speciale lo hanno avuto tutti i colleghi dell’ufficio di Milano. Da quando mi sono trasferito qui, con loro si è creato un legame profondo e autentico: non parliamo solo di colleghi di lavoro, ma di un gruppo unito che ti fa sentire parte di una seconda famiglia. È proprio questo clima di fiducia e sostegno reciproco che ti fa affrontare ogni giornata con il sorriso, anche quelle più impegnative.
Per quanto riguarda il futuro e i miei prossimi obiettivi, mi sento assolutamente supportato dall’azienda. CTV 2000 dimostra ogni giorno di credere nelle persone che si impegnano e che dimostrano vera dedizione al proprio lavoro. Sento che la strada fatta finora è solida, ma non ci si ferma mai: il mio obiettivo è continuare a dare il massimo, crescere ancora insieme a questa realtà e mettere la mia esperienza a disposizione dei nuovi colleghi che entrano a far parte della nostra squadra.
Se avessi le “chiavi” dell’azienda per un giorno: quale sarebbe la tua prima mossa per migliorare il clima o l’ambiente di lavoro? E, parlando con estrema sincerità, cosa diresti a un potenziale candidato sui veri pro e contro del lavorare in CTV 2000?
Se avessi le chiavi dell’azienda per un giorno, organizzerei una grande giornata di ritrovo aperta a tutta la squadra, magari con una bella grigliata o un evento informale insieme alle nostre famiglie. Sarebbe un’ottima occasione per staccare la spina, rafforzare ancora di più la coesione del gruppo e festeggiare insieme i traguardi raggiunti su strada.
A un candidato che sta valutando di entrare in CTV 2000 direi le cose con la massima trasparenza. Tra i punti di forza troverebbe un ambiente umano e accogliente, dove non si è mai considerati un semplice numero su un foglio, ma persone con un nome, un volto e una storia. C’è una grande stabilità, i mezzi sono efficienti e curati, e la direzione è sempre pronta ad ascoltare e a venire incontro alle esigenze di ciascuno.
Come aspetto impegnativo, ma del tutto fisiologico per chi fa il nostro mestiere, indicherei i ritmi serrati e le responsabilità quotidiane. Lavorare con merci delicate, rispettare orari di consegna tassativi e gestire gli imprevisti del traffico o del meteo richiede una forte tenuta mentale, tanta flessibilità e capacità di sacrificio. Non è un lavoro per chi cerca ritmi rilassati, ma per chi ha voglia di mettersi in gioco sul serio all’interno di una squadra solida.
Per chi fosse curioso di conoscere gli altri protagonisti, eccoli a voi:
Sonia Muzi del reparto amministrativo, tra yoga e ballo country
Tommaso Villa, il nostro pharma manager, con un viaggio sempre in testa e la forchetta tra le mani
Ivan Bertarini, il supervisor tra arti marziali e la passione per gli animali
Carlo Dell’Abate Di Fabio, il volto storico in viaggio per piccoli paesi e borghi medievali