10 Dicembre 2025

VOICES – Stefano Leoni, in viaggio per il mondo ma con i piedi sempre ben saldi sul terreno

Prosegue il nostro viaggio alla scoperta di volti e nomi che stanno contribuendo alla crescita della nostra realtà imprenditoriale, e che abbiamo il piacere di raccontarvi della nostra nuova rubrica dal titolo Voices. Dopo la nostra prima ospite, Sonia Muzi del reparto amministrativo (qui dove leggere la sua storia) è la volta di Stefano Leoni, Quality Manager di CTV 2000, un ragazzo con la grande passione per il viaggio. Con i suoi racconti ci porta sempre in giro per il mondo, ma ha i piedi ben saldi sul terreno quando c’è da dare l’ok definitivo su uno dei nostri processi.

Stefano, grazie per il tuo tempo! Ci farebbe piacere che fossi tu a presentarti direttamente ai nostri lettori, soprattutto le tue passioni che insegui nel tempo libero, con la tua famiglia o i tuoi amici.

Mi chiamo Stefano Leoni, 37 anni, da circa 6 anni fiumicinese d’adozione. Nel tempo libero cerco di ritagliarmi spazi per prendermi cura di me, dividendomi tra quelle che definisco necessità, come allenamento e studio (al momento sono impegnato con l’inglese, nella speranza di poter passare presto a qualcosa di più “divertente”) e passioni; le mie sono da sempre il Viaggio e la buona compagnia, magari accompagnandosi anche a del buon cibo.

Il tuo ruolo è Quality Manager di CTV 2000, una figura di riferimento per la qualità di tutti i flussi di lavoro di CTV. Ci spieghi di cosa ti occupi per l’esattezza?

Sono diversi i campi in cui entra in gioco il reparto qualità. Principalmente il mio lavoro è quello di far sì che tutto funzioni nel modo migliore, rispettando scadenze, tenendo traccia di tutto quello che si svolge, come lo si svolge e perchè, producendo documenti come procedure, manuali, moduli e altro ancora. Confesso che la percezione iniziale era di mera burocrazia, ma vivendo le esigenze quotidiane ho scoperto quanto questo lavoro sia in realtà fondamentale per l’intera struttura organizzativa.  

Cosa ti ricordi del primo incontro con i tuoi futuri colleghi quando sei entrato in CTV 2000?

Il mio primo ruolo in CTV 2000 fu in contabilità, mi occupavo della fatturazione attiva, e ricordo che il colloquio lo svolsi con Sonia Muzi (attuale CFO, nostra prima protagonista della rubrica VOICES, qui la sua chiacchierata con noi) insieme ad altre colleghe dell’amministrazione. Mi misero a mio agio e mi sentii subito coinvolto nel progetto proposto. Ricordo che uscito pensai “Speriamo bene””… e così fu! Nel secondo colloquio conobbi Alessandro Craviotto, che si focalizzò più sul conoscere la mia persona rispetto alle mie competenze. Due settimane dopo ero tornato lì, in qualità di neo assunto.

Ripensando a quel primo giorno di lavoro, quali sono le cose che sono cambiate in te come professionista e come persona grazie a questa esperienza?

Sono cresciuto tantissimo, imparando e ricoprendo diversi ruoli. Sono entrato con esperienze lavorative puramente amministrative e contabili. Oggi posso dire di avere ampia conoscenza del settore trasporti, avendo vissuto dinamiche amministrative quando mi occupavo della fatturazione attiva,  operative con il ruolo di inside sales, ed attualmente gestendo tutta la parte procedurale e documentale a stretto contatto con la direzione.

Quanto ti senti allineato con la missione e i valori fondamentali dell’azienda?

Al 100%. Questo non significa che non ci sono circostanze in cui prenderei decisioni diverse rispetto alla direzione, ma valori ed obiettivi sono sempre stati condivisi. Mi ritengo corretto, curioso ed ambizioso, caratteristiche che si rispecchiano perfettamente nell’azienda.

Se dovessi descrivere la cultura aziendale a un amico, quali sarebbero le tre parole chiave che useresti? E perché?

Dedizione, ambizione e dinamicità. 

La dedizione è un valore che ho riscontrato subito in CTV 2000, tutti danno il massimo e si impegnano come se fossero direttamente i proprietari dell’azienda.

L’ambizione, in un’azienda che negli ultimi anni, passando anche per un periodo difficile come è stato quello del Covid, ha mantenuto una crescita esponenziale, non può non essere citata come parola chiave.

La dinamicità è la naturale conseguenza delle altre due. Appena si conclude un progetto ne iniziamo un altro, alimentando un circolo virtuoso che ci permette sempre di essere in prima linea. A volte penso che rallentare un po’ sarebbe comodo, ma poi non sarebbe così stimolante.

Qual è la cosa che ti rende più orgoglioso nel dire che lavori qui?

Essere parte attiva di un’azienda che nasce a gestione familiare ed ora collabora attivamente con colossi internazionali nel mondo del trasporto

Se potessi cambiare una cosa per migliorare il morale o l’ambiente di lavoro, quale sarebbe e perché?

Sarebbe bello riuscire ad organizzare più eventi di socializzazione al di fuori dell’orario lavorativo. Spesso, sotto pressione, emergono tensioni; sono convinto che conoscere il lato migliore dei colleghi rafforzerebbe i legami riflettendosi positivamente sulla serenità dell’ambiente di lavoro quotidiano con il risultato che verrebbe incrementata la positiva collaborazione tra tutti.

Qual è stato il progetto o l’iniziativa che ti ha dato maggiore soddisfazione?

Il mio primo progetto in azienda è stato lo stesso per cui sono stato assunto: integrare un nuovo modello di fatturazione nel gestionale. All’epoca, il ciclo di fatturazione procedeva a rilento a causa dell’introduzione del nuovo sistema. Grazie al mio mix di competenze informatiche ed amministrative, sono riuscito a portare a regime la fatturazione attiva in tempi ragionevoli. Essendo una funzione vitale per l’azienda, questo successo è stato il modo migliore per presentarmi e dimostrare il mio valore.

Quale competenza o conoscenza hai sviluppato o affinato maggiormente grazie alle sfide e alle responsabilità che hai avuto qui?

I miei cambi di ruolo mi hanno permesso di agire come anello di congiunzione tra i vari reparti. Ho così sviluppato una capacità di adattamento e versatilità che mi consente di immergermi in situazioni diverse e di contribuire attivamente in molteplici ambiti.

Come vedi il tuo  futuro  percorso di carriera? Ti senti supportato nel raggiungere i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Sono determinato a mantenere il ritmo di crescita professionale avuto fino ad ora. Attualmente sono focalizzato sul consolidare le competenze nelle mie attuali attività per poter operare in totale autonomia. Confido nel continuo supporto dell’azienda, che non è mai mancato.

C’è un collega, anche un superiore, che ha agito da mentore o ti ha ispirato in modo particolare durante il tuo tempo qui?

Diciamo che ad ogni “passo” ho avuto un mentore, all’inizio sicuramente Sonia che mi ha introdotto alle dinamiche aziendali e aiutato ad integrarmi con il reparto amministrativo. Quando sono passato al reparto commer ciale sono stato seguito da Carlo (attuale commerciale senior) che mi ha veramente insegnato il mestiere, come si suol dire. Oggi sono supportato da una figura esterna che mi fa da angelo custode. Fonte di ispirazione sicuramente è la voglia di crescere che la direzione mette in campo quotidianamente.

Cosa diresti a un potenziale candidato riguardo ai reali pro e contro di lavorare in questa azienda?

Direi di mettercela tutta, di cercare di superare le difficoltà che si incontreranno all’inizio (perché sicuramente ce ne saranno), di non aspettarsi un lavoro dove alle 18.00 cade la penna, bensì di entrare nella visione aziendale, di farsi valere come professionista e come persona. Per mia esperienza posso affermare che, seguendo questi punti, si presenteranno sicuramente occasioni che difficilmente sarebbero concesse in altre società.

Se fossi il super boss per un giorno, cosa faresti come prima cosa o cosa proporresti ai tuoi collaboratori?

Si può dire la settimana lavorativa di 4 giorni? 😃