Ci sono oggetti che, a distanza di anni, smettono di essere soltanto strumenti e diventano ricordi. Le chiavi di un mezzo nuovo. Un foglio compilato a penna. La porta di una piccola cella frigorifera. La prima procedura stampata e condivisa con la nostra squadra.
Nella nostra storia, le cosiddette “milestone” – ovvero i traguardi raggiunti nel tempo che segnano uno spartiacque con il passato – non sono semplici date da ordinare su una linea del tempo: sono momenti in cui abbiamo scelto di affrontare qualcosa che ancora non conoscevamo fino in fondo. A volte con entusiasmo, altre con fatica e un po’ di timore. Sempre con la convinzione che valesse la pena fare un passo in più.
Riguardarle oggi significa ritrovare il nostro DNA: la concretezza con cui lavoriamo sul campo, il coraggio di investire prima che il futuro sia certo e la capacità di trasformare ogni difficoltà in esperienza.
Quando la strada diventa più grande
Nel 2003 abbiamo accolto i nostri primi due bilici. Fino a quel momento, la nostra flotta era composta soprattutto da motrici e furgoni: mezzi che avevano sostenuto i nostri primi anni di attività e ci avevano accompagnato lungo le nostre prime rotte.
Quei due bilici non rappresentavano soltanto una maggiore capacità di carico: ci aprivano possibilità nuove. Significavano tratte più lunghe, volumi più importanti e la possibilità di rispondere in modo più completo alle richieste dei nostri clienti.
Ogni crescita ci affida anche una responsabilità diversa. Più strada, più merci e più relazioni da custodire. Dovevamo imparare, organizzarci e dimostrare di essere pronti. Da allora la nostra flotta è cresciuta fino a contare circa settanta bilici, ma l’emozione di quel primo salto conserva ancora oggi, per noi, qualcosa di irripetibile: il momento in cui abbiamo capito che il nostro orizzonte poteva diventare più ampio.

I nostri primi due bilici, arrivati nel 2003: un passaggio che ha ampliato rotte, volumi e ambizioni.
L’ingresso nel trasporto a temperatura controllata
Nel 2012, nella nostra sede di Fiumicino, abbiamo realizzato la nostra prima cella a temperatura controllata. Era uno spazio monotermo di circa 150 metri quadrati. Rispetto alle strutture di cui disponiamo oggi poteva sembrare piccolo, ma racchiudeva una nostra decisione enorme: entrare in un settore in cui ogni variazione, ogni attesa e ogni dettaglio possono fare la differenza.
Nel nostro lavoro, la temperatura controllata non consente scorciatoie. Ci richiede precisione e una cura che deve accompagnare il prodotto in ogni passaggio.

La nostra prima cella a temperatura controllata, realizzata a Fiumicino nel 2012.
L’anno successivo abbiamo iniziato le prime lavorazioni in cella. Contenitori attivi, imballi passivi, ghiaccio secco, primi isobox: ogni attività ci chiedeva prove, attenzione e la disponibilità a imparare sul campo.
In quella fase anche alcune persone dei nostri uffici indossavano l’abbigliamento da magazzino per partecipare alle lavorazioni. Ricordiamo bene lo spirito di quegli anni. Non esistevano confini rigidi tra chi progettava un servizio e chi lo realizzava nel concreto: eravamo una squadra che entrava insieme in un territorio nuovo, mettendo a disposizione tempo, curiosità e competenze.
Sempre nel 2013 abbiamo ottenuto la nostra prima certificazione GDP. Per raggiungere quel traguardo abbiamo strutturato processi, procedure e controlli, investito nella formazione e costruito un sistema capace di garantire qualità e tracciabilità lungo la filiera farmaceutica.
Per noi, la certificazione non è stata un punto d’arrivo. Ci ha confermato che la nostra intuizione iniziale poteva diventare metodo e che una competenza nata sperimentando poteva trasformarsi in uno degli elementi più solidi della nostra identità.
Cambiare abitudini per crescere sempre di più
Per molti anni abbiamo organizzato il lavoro quotidiano con carta, penna e un controllo diretto di ogni passaggio. Intorno al 2011 abbiamo introdotto la posta elettronica personale e i primi file Excel condivisi. La gestione era ancora molto manuale, ma per noi ha rappresentato un primo cambiamento nelle abitudini e nel modo di condividere le informazioni.
La svolta più complessa è arrivata nel 2015, quando abbiamo introdotto il nostro software gestionale. Abbandonare abitudini consolidate non è stato semplice. Ogni nuovo strumento ci ha chiesto di imparare, fidarci e accettare che il nostro modo di lavorare potesse cambiare.
È proprio qui che riconosciamo il volto più autentico dell’innovazione: non nella tecnologia in sé, ma nella nostra capacità di farla diventare parte del lavoro quotidiano.

Dal lavoro su carta ai sistemi condivisi: la digitalizzazione ha cambiato strumenti, processi e mentalità.
Nel 2018 abbiamo applicato lo stesso principio alla digitalizzazione della nostra logistica. Quella che avevamo avviato circa quindici anni prima in modo quasi artigianale, con due clienti e una sola persona impegnata a seguire ogni fase, è diventata progressivamente un sistema strutturato, tracciabile e capace di restituirci informazioni in tempo reale.
Oggi la logistica è una delle nostre colonne portanti, sostenuta dai nostri spazi, dalle tecnologie e da un team che garantisce ogni giorno ordine e continuità. Ma dietro la nostra efficienza attuale rimane la memoria di quel passaggio: la scelta di affrontare l’incertezza per costruire una base più solida.
Crescere significa integrare
Intorno al 2014 abbiamo installato a Roma la nostra prima cisterna interna di gasolio, cambiando un aspetto poco visibile ma fondamentale della nostra organizzazione. Poter controllare meglio rifornimenti e consumi, semplificare la gestione delle accise e rendere ogni utilizzo più tracciabile ha segnato un passaggio importante: stavamo imparando a governare la nostra complessità.
Tra il 2015 e il 2016 abbiamo ottenuto il riconoscimento dei nostri magazzini doganali da parte dell’Agenzia delle Dogane. Abbiamo affrontato un percorso che ha richiesto tempo, adeguamenti strutturali, nuove procedure e grande attenzione. Da quel momento abbiamo potuto integrare direttamente le fasi legate all’import e all’export, riducendo i passaggi intermedi e offrendo ai nostri clienti un unico punto di riferimento.

Con il riconoscimento dei magazzini doganali abbiamo reso il nostro servizio più integrato, dall’arrivo della merce fino alle fasi di import ed export.
Anche la nostra espansione territoriale è nata dalla stessa visione. Con la sede di Malpensa, a pochi chilometri dalla Cargo City, abbiamo creato un collegamento diretto con il principale scalo merci italiano e con i vettori internazionali. Nel 2023 abbiamo aperto la nuova sede di Milano, a Peschiera Borromeo, rafforzando ulteriormente la nostra presenza nel Nord Italia con spazi dedicati al cross-docking, alle attività doganali e alla gestione refrigerata dei prodotti food e pharma.
La parte più importante di ogni traguardo
Guardando indietro, per noi è facile ricordare l’apertura di una nuova sede, l’arrivo di un nuovo mezzo o l’ottenimento di una prima, fondamentale certificazione. Più difficile, ma molto più importante, è ricordare tutto ciò che abbiamo vissuto nel mezzo.
Abbiamo vissuto giornate di entusiasmo e momenti in cui il cambiamento sembrava troppo grande, quasi impossibile. Abbiamo riscritto processi, imparato a usare nuovi strumenti e affrontato problemi che non avevano ancora una soluzione pronta. Abbiamo fatto qualcosa per la prima volta e, quando serviva, abbiamo messo la nostra esperienza al servizio della squadra.
È questo che unisce tutte le nostre milestone.
Non la ricerca del traguardo in sé, ma la disponibilità a mettersi in cammino, insieme. Non l’innovazione come parola astratta, ma come scelta concreta.
Abbiamo costruito la nostra storia e continueremo a costruirla così, un passaggio alla volta.
Ogni tappa ha lasciato un segno e ha preparato quella successiva. Il primo bilico ci ha aperto una nuova strada; la prima cella frigorifera ci ha fatto entrare nel mondo della temperatura controllata; con la digitalizzazione abbiamo trasformato il nostro modo di lavorare con i dati; con la certificazione GDP abbiamo dato forma a un impegno che continuiamo a rinnovare.
Le nostre milestone appartengono al passato, ma non restano ferme nel passato: vivono nei nostri processi di oggi, nelle competenze che abbiamo costruito e nel modo in cui affrontiamo ogni nuova sfida.
Perché innovare, per noi, ha sempre significato questo: avere rispetto per la strada già percorsa e abbastanza coraggio per immaginare quella che ancora non esiste.