06 Novembre 2025

VOICES – Tra yoga e ballo country, ecco le tante passioni della nostra Sonia Muzi

Sonia è la prima ospite di VOICES… la nuova rubrica del nostro blog, grazie alla quale conosceremo più da vicino i nostri ragazzi. Un modo per raccontare in una chiave diversa chi lavora ogni giorno all’interno del mondo CTV 2000, ma anche utile a noi stessi perché, molte volte, presi dalle mille task, sappiamo poco dei nostri colleghi, giusto quanto zucchero gradisco nel loro caffè! Ad esempio, con la nostra Sonia Muzi, colonna storica del reparto amministrativo, potremmo anche parlare di yoga o ballo country e, perché no, lasciarci coinvolgere in una delle sue tante passioni.

Sonia, grazie per il tuo tempo! Ci farebbe piacere che fossi tu a presentarti direttamente ai nostri lettori…

Ho 53 anni, sono sposata da quasi 30 anni e ho due figli: un ragazzo di 25 e una ragazza di 18. La famiglia, sia quella che ho costruito sia quella di origine, è da sempre il mio punto fermo, la mia forza e il mio orgoglio. Mi considero una persona molto radicata, legata agli affetti, alle tradizioni, con un forte senso del dovere e grande riconoscenza per tutto ciò che la vita mi ha dato: i miei genitori, sorella, nipoti, cognati. Ho amicizie fraterne che durano da anni, e il valore della relazione, sia familiare che amicale, è qualcosa che ho sempre cercato di trasmettere anche ai miei figli. Amo la convivialità, la compagnia e, quando riesco, mi dedico con passione alla cucina e a lavori creativi come cucito, ricamo e bijoux. Lo sport ha sempre fatto parte della mia vita e, negli ultimi due anni, ho scoperto due nuove passioni: lo yoga e il ballo country. Se potessi avere più tempo per coltivare tutti questi interessi… lo farò da pensionata, spero! 😉

Quando sei entrata in CTV 2000 e cosa ti ricordi del primo incontro-contatto con i tuoi futuri colleghi?

Sono entrata in CTV 2000 nel 2011, ma già conoscevo alcune persone: Alessandro Craviotto, con cui avevo collaborato in una precedente esperienza, e la mia futura responsabile. Inoltre, c’erano già in azienda due miei ex colleghi. Questo ha reso il mio ingresso molto naturale: mi sono sentita fin da subito in famiglia, accolta e a mio agio. Un ottimo punto di partenza.

Ripensando al giorno in cui sei stata assunta, quali sono le cose che sono cambiate in te come professionista e come persona grazie a questa esperienza?

In 15 anni il cambiamento è stato profondo, sia a livello personale che professionale. Credo che la crescita della Sonia persona abbia contribuito in modo naturale alla crescita della Sonia professionista. Non ho mai separato rigidamente vita privata e lavoro: sono due dimensioni che convivono in me. Nei momenti difficili, il lavoro è stato un’ancora; nei momenti di fatica lavorativa, la mia vita personale mi ha dato la forza per andare avanti.

In CTV ho conosciuto tantissime persone, e ogni confronto è stato per me un’occasione di arricchimento. Ho ricevuto fiducia e autonomia da parte della proprietà, e questo mi ha aiutato a crescere e a sentirmi parte di qualcosa di più grande. Mi piace pensare di aver dato il mio contributo nel mio piccolo, e per questo sento l’azienda anche un po’ “mia”.

Quanto ti senti allineata con la missione e i valori fondamentali dell’azienda?

In linea generale, mi sento molto allineata. Ovviamente, come in ogni realtà viva e in crescita, ci possono essere visioni differenti, ma il dialogo e la ricerca di una strada comune sono sempre stati possibili e costruttivi.


C’è stato un momento specifico in cui questo allineamento è stato particolarmente forte e ti ha messo alla prova?

Gli ultimi anni sono stati un continuo banco di prova, per tutti. Siamo cresciuti tanto, ci siamo trasformati e abbiamo affrontato molte sfide. In questo contesto, l’allineamento con i valori aziendali è stato non solo messo alla prova, ma anche rafforzato. I risultati, le persone e il riconoscimento esterno sono una conferma del lavoro fatto insieme.

Se dovessi descrivere la cultura aziendale a un amico, quali sarebbero le tre parole chiave che useresti? E perché?

Famiglia: perché ci si sente accolti, supportati e parte di qualcosa che va oltre il lavoro.

Fiducia: perché ci viene data autonomia, responsabilità e la possibilità di crescere.

Impegno: perché tutti danno il massimo, ognuno a modo proprio, con passione e dedizione.

Qual è la cosa che ti rende più orgogliosa di dire che lavori qui?

Il rispetto, la fiducia e la stima che ricevo, dalla proprietà ai colleghi, fino a clienti, fornitori e istituti di credito. Sono convinta che la differenza in ogni contesto la facciano le persone. Le competenze si possono acquisire, ma l’attitudine, la sensibilità e la capacità di relazione non si possono imparare: o ci sono, o no! Sentirmi riconosciuta per ciò che sono, senza dovermi imporre, è per me la gratificazione più grande. So di non poter piacere a tutti, ma nel complesso sono fiera del percorso fatto e del modo in cui vengo percepita.

Se potessi cambiare una cosa per migliorare il morale o l’ambiente di lavoro, quale sarebbe e perché?

Mi piacerebbe ci fossero più momenti condivisi, anche informali, tra i vari reparti. Non serve qualcosa di complesso: anche un caffè insieme, un pranzo ogni tanto, un piccolo evento interno… Sono convinta che conoscersi meglio al di fuori del ruolo lavorativo rafforzi le relazioni, faciliti la comunicazione e migliori il clima aziendale. Sono certa che ci sono alcune persone che hanno un’idea distorta della realtà e delle motivazioni per cui a volte vedono e avvertono delle mancanza. Se si riuscisse a far vedere loro le cose da un altro punto di vista, si potrebbe trarne beneficio. Credo molto nella forza del gruppo, e fare squadra nasce anche da piccole occasioni di incontro, che aiutano a sentirsi parte di un progetto comune.

Qual è stato il progetto o l’iniziativa che ti ha dato maggiore soddisfazione?

In questi anni ho dato il massimo ogni giorno, nel mio ruolo e nel mio modo.

Non c’è un solo progetto che voglio citare, ma piuttosto la continuità con cui ho lavorato per costruire relazioni di fiducia Responsabili, colleghi, clienti e fornitori. La soddisfazione più grande è sentire che le persone si fidano di me, si affidano, e sanno che se c’è un problema, lo affronterò con serietà, ascolto e senso di responsabilità. Questo per me è un contributo concreto e quotidiano che, pur senza fare rumore, credo abbia un valore.

Quale competenza o conoscenza hai sviluppato o affinato maggiormente grazie alle sfide e alle responsabilità che hai avuto qui?

Ho sicuramente affinato la capacità di gestione delle relazioni, anche in contesti complessi e con interlocutori molto diversi tra loro. Ho imparato a mediare, ascoltare, trovare soluzioni pratiche anche sotto pressione… anche quando inizialmente mi sono sentita persa e senza precedenti esperienze di situazioni simili. Inoltre, ho sviluppato una maggiore visione d’insieme, che mi permette di anticipare bisogni e agire con più consapevolezza, non solo per “svolgere un compito”, ma per contribuire in modo più strategico.

Come vedi il tuo percorso di carriera futuro qui? Ti senti supportato nel raggiungere i tuoi prossimi obiettivi professionali?

Il mio percorso qui è stato e continua a essere un cammino ricco di sfide, relazioni e crescita. Mi sento ascoltata e ho avuto la possibilità di lavorare in autonomia, dimostrando il mio valore. Non ho ambizioni di “scalata” nel senso gerarchico, ma mi piacerebbe continuare a essere utile, imparare cose nuove, magari esplorare altri ambiti interni dove poter dare un contributo.Finché sento di avere qualcosa da dare e da ricevere, il mio percorso ha senso.

C’è un collega, anche un superiore, che ha agito da mentore o ti ha ispirata in modo particolare durante il tuo tempo qui?

Sì, ci sono state diverse persone che in momenti diversi mi hanno dato spunti, fiducia o semplicemente un buon esempio. Più che un unico mentore, ho avuto il privilegio di “rubare con gli occhi” da colleghi con caratteristiche diverse: chi mi ha insegnato pazienza, chi concretezza, chi il valore del silenzio, chi la forza della determinazione. Tutti questi incontri hanno contribuito a formare la professionista che sono oggi.

Cosa diresti a un potenziale candidato riguardo ai reali pro e contro di lavorare in questa azienda?

Gli direi, o le direi, che qui troverà un ambiente umano, dinamico, in continua trasformazione. Il pro più grande è sentirsi parte di qualcosa che a primo impatto può sentirsi “strano”, magari non sempre è facile l’inserimento all’inizio, ma è certo che si sentirà sempre autentico, non solo un numero. Il contro – se così vogliamo chiamarlo – è che bisogna sapersi adattare: le cose cambiano, servono flessibilità, spirito di iniziativa e tanta capacità di mettersi in gioco. Ma se hai voglia di farti le ossa, qui è il posto giusto dove poterlo fare!

Se fossi la super boss per un giorno, cosa faresti come prima cosa o cosa proporresti ai tuoi collaboratori?   

Proporrei una giornata di ascolto vero: incontri faccia a faccia con i team, per capire cosa funziona, cosa no, e cosa si potrebbe fare meglio. Questo eviterebbe secondo me l’errore più grande, ossia che ognuno possa pensare di essere più impegnato…o più carico di lavoro, o più importante dell’altro…e per questo rimanere chiuso nella propria posizione curando solo il proprio “orticello”. Inviterei ogni collaboratore a portare una proposta migliorativa concreta, da valutare e – se possibile – da mettere in pratica. Anche solo sentirsi ascoltati cambia l’umore e l’energia di un ambiente di lavoro.